La Virtus Cagliari non muore mai: battuta Milano 59-56 in un finale al cardiopalma

CAGLIARI – Una vittoria di nervi, cuore e determinazione. La Sardegna Marmi Virtus Cagliari supera il Milano Basket Stars con il punteggio di 59-56 al termine di una gara che è stata un vero e proprio ottovolante di emozioni. L’undicesimo turno di ritorno del campionato di Serie A2 femminile regala al pubblico del PalaRestivo due punti d’oro: una sfida da “dentro o fuori” che permette alle cagliaritane di mettere una seria ipoteca sulla salvezza, lasciando le lombarde ferme a quota 7 successi contro i 10 ora conquistati dalla compagine di casa.

Nonostante l’importanza della posta in palio, l’infermeria non è stata clemente con coach Fabrizio Staico. La Virtus si presenta palla a due con Silvia Nativi stoicamente in campo nonostante una vistosa fasciatura sulla coscia e una Monika Naczk che, seppur dolorante, decide di non far mancare il proprio apporto alla causa.

L’inizio è di marca ospite: Milano prende subito in mano le redini del match scappando sul 7-2, trascinata dai palloni che gravitano quasi tutti attorno alla pericolosa Vitulova, vero pericolo pubblico numero uno. La Virtus però non si scompone. Affidandosi al talento di Zieniewska e alla grinta di Corda, le isolane iniziano a rosicchiare punti fino al pareggio e al sorpasso (9-7). Da quel momento è un monologo sardo: la Sardegna Marmi vola con un parziale pesante di 14-0, toccando il massimo vantaggio (16-7) a due minuti dalla prima sirena. Il time-out di coach Peraro serve a scuotere Milano, che accenna una timida reazione chiudendo il primo quarto sul 16-11.

Nel secondo quarto la Virtus prova l’allungo decisivo, ma la precisione al tiro latita e alcune scelte offensive appaiono affrettate. Milano ne approfitta cambiando assetto difensivo e schierandosi a Zona, storicamente la “bestia nera” per le cagliaritane. La sfida si fa spigolosa: nonostante le difficoltà nel trovare varchi, la Virtus regge fino al 17’, quando la Nikolova trova il canestro del controsorpasso per le Stars. Cagliari però non demorde e con un colpo di coda finale riesce a riportarsi avanti, chiudendo all’intervallo lungo sul 29-24.

Al rientro dagli spogliatoi, però, va in scena il “dramma” sportivo. Milano rientra con un altro piglio, mentre la Virtus appare improvvisamente preda della preoccupazione. Le certezze svaniscono in un amen: non entra più nulla, i canestri fatti vengono sbagliati per mancanza di concentrazione e l’imprecisione domina il campo. Sotto i colpi di una scatenata Bocchetti e Maria Madonna, Milano piazza un parziale di 22-11 che ribalta completamente l’inerzia, portando le ospiti avanti di 8 lunghezze e chiudendo la frazione sul 46-40. In questo frangente, solo Tykha e Nativi riescono a tenere a galla la barca virtussina.

Mancavano i punti pesanti di Nativi e Zieniewska, ma i rimbalzi fortunatamente non sono mai mancati. Nell’ultimo periodo la Virtus dimostra perché è una squadra che non muore mai. Quando la posta in palio scotta, le ragazze di Staico riordinano le idee e trovano il guizzo giusto.

Tykha ed El Habbab lottano su ogni pallone sporco, mentre Zieniewska d’incanto ritrova la via del canestro con triple pesantissime che riaprono il match. Milano perde Baldelli per infortunio e comincia a subire la fisicità difensiva delle padrone di casa. Il finale è un testa a testa logorante.

A 50 secondi dalla fine, la tensione è alle stelle: Tykha va in lunetta e con estrema freddezza porta Cagliari avanti 58-55. Milano risponde con Madonna che fa 1 su 2 ai liberi (58-56). Subito dopo è il turno di Corda: anche per lei 1 su 2 dalla linea della carità per il 59-56. Con una manciata di secondi ancora sul cronometro, Madonna tenta la tripla della disperazione per il pareggio, ma il pallone sbatte sul ferro. Alla esplode la festa del PalaRestivo: la Virtus vince con merito e vola verso il sogno salvezza.


IL TABELLINO

Sardegna Marmi Cagliari – Milano Basket Stars 59-56
Parziali: 16-11; 13-13; 11-22; 19-10
Virtus: Zieniewska 10, Naczk 1, El Habbab 17, Corda 5, Nativi 9, Gallus, Pasolini, Mattera 4, Tykha 13, Pellegrini, Anedda. Allenatore: Staico.
Milano Basket Stars: Nikolova 6, Vitulova 11, Policari, Baldelli 9, Bocchetti 9, Tibè 2, Vujovic 2, Bernetti, Finessi, Camporeale 2, Madonna 15. Allenatore: Peraro.
Arbitri: Samuele Montano di Monteriggioni (SI) e Michele Forte di Siena

Statistiche:

  • Tiri dal campo: Virtus 20/60 (33%); Milano 23/52 (44%)
  • Tiri da due: Virtus 16/36 (44%); Milano 19/32 (59%)
  • Tiri da tre: Virtus 4/24 (16%); Milano 4/20 (20%)
  • Tiri liberi: Virtus 15/22 (68%); Milano 6/11 (54%)
  • Rimbalzi: Virtus 36 (Cagliari); Milano 37

L’intervista a Coach Fabrizio Staico

Coach, una partita incredibile. Siete passati dall’Inferno al Paradiso in pochi minuti, specie dopo un terzo quarto che sembrava aver compromesso tutto. Come spiega questo andamento così altalenante?

 “È stata una continua altalena: Paradiso, poi Inferno, poi di nuovo Paradiso. Siamo partiti bene, ma all’inizio del secondo tempo siamo rientrati in campo con un piglio diverso. Va dato merito anche agli avversari: Milano è dietro di noi in classifica, ma per organico e potenziale non è affatto una squadra da play-out. Noi avevamo una voglia matta di riscattare la sconfitta dell’andata e qualche punto perso per strada ultimamente; siamo stati bravi a non affogare nel momento peggiore, ritrovando la bussola per gestire e comandare il finale.”

Nel momento più critico del match, la difesa a zona di Milano vi ha messo in grossa difficoltà. Cosa è cambiato tatticamente e mentalmente in quei frangenti?

“Il problema non è stata la zona in sé, che avevano già proposto nel primo tempo, ma il nostro approccio. Inizialmente giocavamo con fiducia e ritmo; poi siamo entrati in un loop mentale in cui preferivamo palleggiare troppo invece di prenderci tiri aperti. La difficoltà tecnica era la stessa, ma è cambiato totalmente il modo in cui l’abbiamo vissuta in campo.”

Questa vittoria sa di liberazione? 

“È un successo fondamentale perché ci permette di respirare e di dare valore al lavoro di tutte le ragazze. Non è sempre facile gestire un gruppo di undici giocatrici, ma ora vorrei trovare quell’armonia che permetta a ognuna di loro di emergere. Questi due punti valgono oro per la crescita del collettivo: le ragazze hanno lavorato sodo per due settimane, comprese quelle che oggi non sono entrate. Sono felice, resta solo un piccolo rammarico personale che passerà, perché ho a che fare con atlete intelligenti.”

Con questo successo la classifica sorride. Possiamo finalmente dire che la Virtus è ai playoff?

“Non ancora. La matematica ci dice che siamo ancora in ballo: se Moncalieri dovesse perdere allora potremmo parlarne ufficialmente, ma se vince contro San Giovanni Valdarno la corsa per l’ottavo posto resta aperta.”

Il calendario non fa sconti: San Giovanni Valdarno, Livorno e poi il derby finale. Che scenario si aspetta per quest’ultima volata?

“Noi e Moncalieri abbiamo percorsi simili tra scontri diretti e derby. Le sorprese sono dietro l’angolo, ma la chiave sarà la testa. Quando giochi con il peso di dover evitare i play-out, le gambe tremano e la partita diventa contratta. Se invece riusciremo a blindare questo ottavo posto, potremo affrontare i playoff con una serenità mentale diversa. Non significa rilassarsi fisicamente, ma avere la mente libera per impattare meglio ogni gara.”

Un’ultima cosa: il clima al PalaRestivo oggi era elettrico. Il pubblico è stato davvero il sesto uomo?

“Lo dico con convinzione: a prescindere dal tabellone, quest’anno sugli spalti abbiamo già vinto ogni sfida. Da quando sono arrivato alla Virtus sentivo che mancava questo tipo di calore, mentre ora si è creata una sinergia bellissima. Il merito va a Stefano, il nostro dirigente e ‘capo ultrà’: è stato lui il motore di questa sinergia tra atlete e città, portando al palazzetto volti nuovi e tanto entusiasmo. Questo calore è merito suo e del suo staff.”

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